mercoledì 23 luglio 2008

VIAGGI PENSATI

martedì 22 luglio 2008

POESIE INCIVILI - CAMILLERI A PIAZZA NAVONA

8 luglio 2008 - Piazza Navona, Roma.

Fine ed acutissimo Camilleri.
Da ascoltare, riascoltare, riascoltare ...




"5 poesie incivili, inedite, ogni poesia di 8 versi, 5 per otto fa 40.
Ce la sbrighiamo con poco
".


Ai monomaniaci basta appena un fugace pretesto
per sprofondarli nel loro delirio particolare,
nella loro ossessione devastante.
Le sue parole scatenanti sono Giustizia e Giudici.
A sentirle, la sua trasformazione è immediata,
il sorriso gli si muta in un ghigno,
dalla faccia gli cade la maschera variopinta
e, sotto, appare una tavola di Cesare Lombroso.


Onde ridurre ulteriormente le spese
il Ministro della Giustizia ordina che,
solo per Lui,
la prescrizione sia preventiva e pregressa
ancor prima che i processi siano prefissati a ruolo,
e pertanto i PM che l’iscrissero nel registro degli indagati
siano pregiudizialmente mandati in proscrizione.
Per favore, attenti agli errori di stampa.


Ha più scheletri dentro l’armadio Lui
che la cripta dei cappuccini a Palermo.
Ogni tanto di notte, quando passa il tram,
le ossa vibrano leggermente
e a quel suono gli si rizzano i capelli sintetici.
Teme che le ante dell’armadio si aprano,
che torme, non di fantasmi ma di giudici in toga,
balzino fuori agitando come nacchere scintillanti manette.


Non importa che abbia avuto due mogli
e che le sgualdrinelle confortino le sue notti.
Non importa che la sua morale abbia più buchi di un colabrodo,
che abbia corrotto, falsificato i bilanci, giurato il falso,
prevaricato, adottando la menzogna come stile di vita.
Non importa!
Sia ricevuto in Vaticano con tutti gli onori.
Pecunia, antica saggezza, non olet.


Si prendano subito le impronte digitali dei bambini Rom,
ordina un paio di baffi sul nulla.
E i baffi giurano che non è razzismo
ma solo umana pietà verso i bambini costretti a mendicare.
Che cuore, che generosità!
Mi tornano in mente i versi di un grandissimo:
"Sei così ipocrita che quando l'ipocrisia ti avrà ucciso
sarai all'inferno ma ti dirai in paradiso".



Grande, Maestro!

lunedì 21 luglio 2008

MARCO TRAVAGLIO E IL LUNEDI' - 10° intervento

passaparola

I mirabili interventi precedenti:

9) 14.07.08 - I maiali sono più uguali degli altri

8) 07.07.08 - Il pizzo di Berlusconi

7) 30.06.08 - Sua impunità

6) 23.06.08 - La Mantide "Berluscosa"

5) 16.06.08 - Cortina di ferro per i delinquenti

4) 09.06.08 - Prove tecniche di Fascismo

3) 02.06.08 - Unici colpevoli: i cittadini

2) 26.05.08 - Balle spaziali

1) 19.05.08 - Ci pisciano addosso e ci dicono che piove

sabato 19 luglio 2008

PROMEMORIA



1994-2008



"Ecco dunque dov’era il paradosso del discorso del Presidente. Noi normali, indubbiamente aiutati dal nostro desiderio di esser menati per il naso, fummo veramente menati per il naso (populus vult decipi, ergo decipiatur), e così astuta era stata la combinazione di un uso ingannevole delle parole con un tono ingannatore che solo i cerebrolesi ne rimasero indenni, e sfuggirono all’inganno".
O. Sacks

venerdì 18 luglio 2008

DICONO DI NOI



...
And he seemed to have solved his personal difficulties with a string of ad personam laws that secured his legal position and protected his business empire.

Yet ten weeks after the swearing-in of Mr Berlusconi’s new government, the political agenda is dominated more than ever by his personal and corporate interests. In its short life, the government has put forward at least four ad personam measures.
...

Berlusconi fiddles, Italy burns

No comment.
Solo tanta vergogna. Mi dissocio, questo Governo che NON ho votato NON mi rappresenta.

giovedì 17 luglio 2008

TELEVISIONE EDUCATIVA


"Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro".

Groucho Marx

mercoledì 16 luglio 2008

BEATA SOLITUDINE


assaporando un breve frammento
di riconquistata libertà




Click selvaggio
(Ecco perché non tutti dovrebbero essere liberi
di usare una macchina fotografica)

lunedì 14 luglio 2008

MARCO TRAVAGLIO E IL LUNEDI' - 9° intervento

passaparola

I mirabili interventi precedenti:

8) 07.07.08 - Il pizzo di Berlusconi

7) 30.06.08 - Sua impunità

6) 23.06.08 - La Mantide "Berluscosa"

5) 16.06.08 - Cortina di ferro per i delinquenti

4) 09.06.08 - Prove tecniche di Fascismo

3) 02.06.08 - Unici colpevoli: i cittadini

2) 26.05.08 - Balle spaziali

1) 19.05.08 - Ci pisciano addosso e ci dicono che piove

domenica 13 luglio 2008

CHI SI LODA ...



Link autoreferenziale

sabato 12 luglio 2008

PERICLE e PAOLO ROSSI



«Il nostro ordine politico non si modella sulle costituzioni straniere. Siamo noi d'esempio ad altri, piuttosto che imitatori.
E il nome che gli conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi, ma della cerchia più ampia di cittadini: vige anzi per tutti, da una parte, di fronte alle leggi, l'assoluta equità di diritti nelle vicende dell'esistenza privata; ma dall'altra si costituisce una scala di valori fondata sulla stima che ciascuno sa suscitarsi intorno, per cui, eccellendo in un determinato campo, può conseguire un incarico pubblico, in virtù delle sue capacità reali, più che nell'appartenenza a questa o a quella fazione politica.
Di contro, se si considera il caso di un cittadino povero, ma capace di operare un ufficio utile allo Stato, non gli sarà d'impedimento la modestia della sua condizione.
Nella nostra città, non solo le relazioni pubbliche s'intessono in libertà e scioltezza, ma anche riguardo a quel clima di guardinga, ombrosa diffidenza che di solito impronta i comuni e quotidiani rapporti, non si va in collera con il vicino, se fa un gesto un po' a suo talento, e non lo si annoia con visi duri, sguardi lividi, che senza voler esser un castigo, riescono pur sempre molesti.
La tollerante urbanità che ispira i contatti tra persona e persona diviene, nella sfera della vita pubblica, condotta di rigorosa aderenza alle norme civili dettata da un profondo, devoto rispetto: seguiamo le autorità di volta in volta al governo, ma principalmente le leggi e più tra esse quante tutelano le vittime dell'ingiustizia e quelle che, sebbene non scritte, sanciscono per chi le oltraggia un'indiscutibile condanna: il disonore.
"Rubato" qui.



Il commento tagliente ed esilarante del leggendario Marco Travaglio:

venerdì 11 luglio 2008

CHIUDONO LE STALLE ...

... ma i buoi sono tutti fuori.


ROMA - Non ci sarà più nessuna sospensione dei processi, ma solo un rinvio, fino a 18 mesi, di quelli 'meno importanti'. E' quanto prevede l'emendamento presentato questa mattina dal governo al decreto sicurezza che di fatto elimina l'automatismo della sospensione di un anno dei processi per reati commessi entro il giugno 2002: una misura che era stata aspramente criticata da magistrati e opposizione. E che aveva suscitato non poche perplessità anche al Quirinale. Ora, la norma che il governo vuole introdurre al decreto sicurezza dice soltanto che i capi degli uffici giudiziari dovranno tener conto, nella formazione dei ruoli d'udienza, delle priorità indicate nella direttiva di carattere generale introdotta nell'emendamento.

[sempre se vuoi leggere proprio tutto ...]
Sempre da: Ansa.it

Colui che sta al potere per farsi gli affari suoi (sì, sono molti, se non tutti, ma uno in particolare "svetta" tra gli altri!) è tranquillo. Si è inventato l'impunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Che è riuscito a fare approvare.
(Evidentemente l'opposizione ombra funziona benissimo. E' in grado di vigilare efficacemente affinché siano rispettati la Costituzione, nonché i valori ed i principi democratici. Tutto rigorosamente nelle sedi istituzionali. Non servono le manifestazioni di Piazza, sono dannose per la nostra immagine).
Ora può accettare che vengano rimandati solo alcuni processi. Il "suo" può anche non rientrare tra essi. Tanto, Lui non può essere processato per nulla.

Mi piace sempre di più questo Paese.

giovedì 10 luglio 2008

NON CI RESTA CHE PIANGERE




LA CAMERA LICENZIA IL LODO ALFANO, E' SCONTRO
di Marco Dell'Omo

ROMA - A tempo di record, la Camera licenzia il lodo Alfano, che impedisce di processare le quattro cariche più alte dello Stato: premier, presidente della Repubblica e presidenti di Camera e Senato. Il disegno di legge è stato approvato dall'assemblea di Montecitorio con 309 voti favorevoli, 263 contrari e 30 astenuti. A favore ha votato tutta la maggioranza, contro il Pd e l'Italia dei Valori, mentre ad astenersi sono stati i deputati dell'Udc.

La palla passa ora al Senato, dove la maggioranza conta di approvare il lodo Alfano brevissimamente, e comunque in tempo utile per fermare il processo Mills, nel quale il premier Silvio Berlusconi figura come imputato con l'accusa di corruzione in atti giudiziari.

[ vuoi proprio leggere il resto? ]
(da: Ansa.it)


Video aggiunto il 12.07.2008.

FREEDOM

La libertà - Bruno Bozzetto.


E' ora di dare le testate contro i muri.

lunedì 7 luglio 2008

MARCO TRAVAGLIO E IL LUNEDI' - 8° intervento

passaparola

I mirabili interventi precedenti:

7) 30.06.08 - Sua impunità

6) 23.06.08 - La Mantide "Berluscosa"

5) 16.06.08 - Cortina di ferro per i delinquenti

4) 09.06.08 - Prove tecniche di Fascismo

3) 02.06.08 - Unici colpevoli: i cittadini

2) 26.05.08 - Balle spaziali

1) 19.05.08 - Ci pisciano addosso e ci dicono che piove

domenica 6 luglio 2008

INTERCETTAZIONI E PRIVACY



SENZA ALTRE PAROLE

PRE e PAP (Stefano Benni)

Dramma teologico-neurologico in un atto.
Personaggi: il pre e il pap.

Pre — Buongiorno Sua Santità.
Pap — Buongiorno signor premier... sono lieto di questo incontro, utile a rafforzare i legami che uniscono la nostra chiesa al vostro stato e alla fattiva collaborazione che...
Pre — Mi scusi Santità ma abbiamo solo mezz’ora e vorrei venire al dunque.
Pap — Prego?
Pre — Al dunque, al vero motivo della mia visita. Dunque, io non sono contento di voi...
Pap — Ma come? Con tutto il sostegno che vi abbiamo dato, lo IOR, i cardinali, i vescovi...
Pre — No. Io non sono contento... del suo superiore...
Pap — Intende dire?
Pre — Proprio di Lui. Mi spiego. Io non dovrei avere più pensieri, né problemi. Sono uno statista che ha fallito due volte e mi hanno rieletto. Sono dieci volte più ricco di quando ho cominciato a fare politica. L’opposizione mi regge lo strascico. E a forza di leggi ad personam, sono intoccabile. Sto eliminando i giudici, la magistratura, i processi, ripulendo la stampa, nessuno potrà più sfiorarmi...
Pap — E allora?
Pre — A allora? Non vede come sono esasperato, con quanta rabbia continuo ad accanirmi, a dire che ce l’hanno tutti con me, a tentare di spegnere ogni critica... e che cos’è questo secondo lei?
Pap — Uh, credo di capire.
Pre — Esatto. E’ questa maledetta coscienza, il senso di colpa, il sapere cosa veramente sono. Crede lei che se fossi convinto di essere innocente, se fossi sereno e in pace con me stesso, mi darei tanto da fare? No, ho sempre quel rovello, quel rimorso, quel coltello nel fianco.
Pap — Ma figliolo, bisogna accettare...
Pre — No Santità scusi se glie lo dico ma il Suo Superiore ce l’ha con me. Continua a torturarmi. E io non so più che leggi fare, che televisioni e giornali comprare, che bugie dire. Continuo a sentirmi colpevole e disonorato, vivo come se fossi un evaso, e ogni mio atto lo denuncia.
Pap — Ma Lui non c’entra...
Pre — C’entra, c’entra. C’entra fin dall’inizio. Lui è prevenuto. Guardi come mi ha fatto piccolo, guardi cosa devo fare per coprire i segni della sua palese inimicizia. E non solo mi ha fatto cadere i capelli, ma mi arrovella, mi fa rosicare, non mi fa dormire la notte. Insomma lei deve intervenire contro questa persecuzione...
Pap — Premier, io posso dire ai vescovi di intervenire nel dibattito politico, posso darle dei consigli su come investire, posso assolverla, ma non posso parlare direttamente con Lui...
Pre — Come sarebbe a dire! Che capo è lei? Se lei è il capo, deve avere il filo diretto, il telefono rosso, come Bush! Deve parlare con Lui e dire che lo ricuso.
Pap — Ma lei bestemmia!
Pre — Uffa, sono stanco di dover dimostrare la mia innocenza sapendo benissimo che non sono innocente. Quindi lo ricuso. Sceglierò un altro Dio.
Pap — Orrore!
Pre — Sì, Letta e Schifani stanno compilando una lista di centoventi divinità pagane. Ci metto niente, a sostituire il crocefisso nelle scuole con un totem. Faccia qualcosa o le tasso gli immobili!
Pap (barcollando) — No, questo no.
Pre — Allora agisca subito. Deve dire al suo capo che la smetta di avercela con me, che non voglio avere più rimorsi, né rodermi l’anima.
Pap — Sì, ma praticamente cosa vuole?
Pre — Voglio che in luogo e data certa, in modo che le televisioni possano riprendere l’evento, le nubi si squarcino e dall’alto scenda una luce, un angelo, o qualcosa di altrettanto gradito all’audience, e che una voce tonante dica al mondo: quest’uomo è un martire, quest’uomo è innocente, quest’uomo è assolto, nessuno lo tocchi più.
Pap — Non credo che si possa fare...
Pre — Si può, si può, lei deve avviare l’operazione SSS, Silvio Santo Subito. Non saboti il dialogo! Se si rifiuta, si prepari pure a trasferire altrove il Vaticano, che ne dice del deserto libico?
Pap — No, la prego. Ciò che chiede è difficile...
Pre — Lei ha tre giorni di tempo. Dopodiché io ricuserò lei e il suo datore di lavoro.
Pap — Mi lasci sette giorni.
Pre — Va bene. Allora devo andare, ecco il regalo che le avevo portato. Un mio ritratto di dieci metri da mettere al posto del Cenacolo.
Pap — Ecco il regalo per lei. Una palla di vetro con la neve artificiale e dentro un nano.
Pre (furente) — Lo vede? Anche lei è d’accordo con lui. La ricuso! Lei è prevenuto! Lei mi perseguita (cerca di aggredirlo, si scontra con le guardie svizzere. Il seguito è soggetto alla censura per le intercettazioni).

da: stefanobenni.it

sabato 5 luglio 2008

VIVE LA DIFFERENCE

Il bello della differenza - Bruno Bozzetto.

lunedì 30 giugno 2008

MARCO TRAVAGLIO E IL LUNEDI' - 7° intervento

passaparola

I mirabili interventi precedenti:

6) 23.06.08 - La Mantide "Berluscosa"

5) 16.06.08 - Cortina di ferro per i delinquenti

4) 09.06.08 - Prove tecniche di Fascismo

3) 02.06.08 - Unici colpevoli: i cittadini

2) 26.05.08 - Balle spaziali

1) 19.05.08 - Ci pisciano addosso e ci dicono che piove

domenica 29 giugno 2008

PERSONE E SETTE

"Odio il fondamentalismo in ogni sua forma. Non accetto la rigidità sorda del Vaticano e mi fanno orrore l'Opus Dei, i Legionari di Cristo e chiunque creda di avere Dio in tasca. Questo non mi impedisce di ammirare il coraggio di alcuni membri della Chiesa."

Isabel Allende

mercoledì 25 giugno 2008

QUESTI ED ALTRI TEMPI

Il nuovo che avanza ...



E l'inevitabile EPILOGO:

martedì 24 giugno 2008

CEREBROLESI VS. COGLIONI (10 a 0)

Pensavo che per vivere tranquilli in questo Mondo rovescio, senza indignarsi né soffrire, senza sentire il desiderio irrefrenabile di emigrare o darsi al romitaggio, fosse necessario avere dei deficit cognitivi o neurologici importanti.
Dopo aver letto “Il discorso del Presidente”, (tratto da “L’uomo che scambiò sua Moglie per un Cappello”, di Oliver Sacks), ho cambiato idea.
Per bersi serenamente tutte le fandonie che ci propinano ormai in ogni istante ed occasione (la pubblicità, i politici, i media, il nostro capo, e così dicendo) forse è sufficiente essere idioti.
Anzi, citando un Presidente del Consiglio italiano … COGLIONI.


Che diavolo succedeva? Uno scroscio di risa dal reparto afasici, proprio all’inizio del discorso del Presidente, che tutti erano così ansiosi di sentire…
Eccolo là, il vecchio Seduttore, l’Attore, con la sua consumata retorica, il suo istrionismo, la sua bravura nel far leva sulle emozioni … e i pazienti si torcevano tutti dal ridere! Beh, non proprio tutti: alcuni erano sconcertati, altri scandalizzati, uno o due preoccupati, ma la maggior parte pareva divertirsi un mondo. Il Presidente, come sempre, toccava il tasto della commozione; ma ora, a quanto pareva, ne ricavava soprattutto ilarità. Che cosa succedeva a tutti quanti? Che cosa credevano? Non riuscivano a capirlo? O forse lo capivano fin troppo bene?
Spesso di questi pazienti, persone intelligenti ma affette da una gravissima afasia percettiva o globale che le rendeva incapaci di capire le parole come tali, si diceva che ciò nonostante capivano la maggior parte di quanto veniva loro detto. […]
Questo perché, se ci si rivolgeva loro con naturalezza, essi afferravano in parte o quasi completamente il senso della frase o del discorso. E naturalmente si parla “naturalmente”.
Sicché, per dimostrare la loro afasia, il neurologo doveva di proposito e con un bel po’ di sforzo parlare e comportarsi in modo innaturale, eliminare tutti li elementi rivelatori extraverbali: il tono della voce, l’intonazione, le sottolineature o le inflessioni evocative, e inoltre gli ausilii visiv; le espressioni del viso , i gesti, tutto il proprio repertorio personale e la propria postura, che sono in gran parte inconsci.
[…]
Perché tutto questo? Perché il linguaggio, il linguaggio naturale, non consiste di sole parole, né, […] di sole proposizioni. Esso consiste di espressione, dell’espressione di tutto il proprio pensiero con tutto il proprio essere, la cui comprensione implica molto più del semplice riconoscimento delle parole. Questa era la chiave per capire il modo di capire degli afasici anche quando sono del tutto incapaci di capire le parole in sé. Perché, anche se le parole, le costruzioni verbali, di per sé a volte non trasmettono nulla, il linguaggio parlato è di solito soffuso di “tono”, circondato da un’espressività che trascende il verbale; ed è appunto questa espressività, così profonda, così varia, così complessa, così sottile, che è perfettamente conservata nell’afasia, nonostante sia distrutta la capacità di comprendere le parole. Conservata, e spesso addirittura straordinariamente potenziata.
[…]
Di qui talvolta l’impressione - mia e di tutti noi che lavoriamo a stretto contatto con gli afasici - che a un afasico non si può mentire. Egli non riesce ad afferrare le tue parole, quindi non può esserne ingannato; ma l’espressione che accompagna le parole, quell’espressività totale, spontanea, involontaria che non può mai essere simulata o contraffatta, come possono esserlo, fin troppo facilmente, le parole … tutto questo egli lo afferra con precisione infallibile.
[…] Erano quindi le smorfie, gli istrionismi, i gesti e soprattutto i toni e le cadenze della voce a suonare falsi per questi pazienti privi di parola ma dotati di un’immensa sensibilità. E perciò, non ingannati e non ingannabili dalle parole, essi reagivano a queste incongruità e improprietà che apparivano loro smaccate e addirittura grottesche.
Ecco perché ridevano al discorso del Presidente.
Se non è possibile mentire a un afasico, data la sua particolare sensibilità all’espressione e al “tono”, che cosa succede, viene da chiedersi, ai pazienti (se ve ne sono) che mancano completamente del senso dell’espressione e del “tono” pur conservando immutata la capacità di comprendere le parole, pazienti che sono l’esatto contrario degli afasici? Noi ne abbiamo un certo numero, e sono ricoverati anch’essi nel reparto afasici, benché, tecnicamente parlando, non siano affetti da adagia, ma piuttosto da una forma di agnosia, in particolare da un’agnosia cosiddetta “tonale”. Per questi pazienti scompaiono le qualità espressive della voce, ossia il tono, il timbro, la sfumatura emotiva, l’intero carattere, mentre sono perfettamente comprensibili le parole, (e le costruzioni grammaticali). Tali agnosie tonali (o “atonie”) sono associate a turbe del lobo temporale destro del cervello, mentre le afasie si accompagnano a turbe del lobo temporale sinistro.
Tra i pazienti del nostro reparto afasici affetti da agnosia tonale, anch’essi spettatori del discorso del Presidente, ce n’era una che aveva un glioma nel lobo temporale destro. Si chiamava Emily D. ed era stata insegnante d’inglese e poetessa di una certa fama; grazie alla sua eccezionale sensibilità linguistica e alle sue vigorose capacità analitiche ed espressive, era in grado di formulare chiaramente la situazione opposta: come era inteso il discorso del Presidente da una persone addetta da agnosia tonale.
Emily D. non era più in grado di dire se una voce fosse arrabbiata, allegra, triste o altro. Dal momento che per lei ora le voci erano prive di espressione, doveva osservare il volto delle persone, le loro posture e i gesti che accompagnavano le loro parole, e scoprì di farlo con un’attenzione e un’intensità mai dimostrate prima. Ma anche in questo, purtroppo, era parzialmente impedita poiché aveva un glioma maligno e stava rapidamente perdendo anche la vista.
Scoprì allora che doveva prestare la massima attenzione all’esattezza delle parole e del loro uso, ed insistere perché gli altri facessero lo stesso con lei. Le era sempre più difficile seguire un linguaggio approssimativo o gergale, un linguaggio di tipo allusivo o emotivo, ed esigeva sempre più dai suoi interlocutori che parlassero in prosa: “parole esatte al posto esatto”. La prosa, come scoprì, poteva in certa misura compensare la mancata percezione del tono o del sentimento.
In questo modo fu in grado di conservare, e anzi di potenziare, l’uso del linguaggio “espressivo” (nel quale il significato era dato interamente dalla giusta scelta e referenzialità delle parole), pur trovandosi sempre più spersa di fronte al linguaggio “evocativo” (dove il significato è dato interamente dall’uso e dal senso del tono).
Anche Emily D: ascoltava dunque, con volto impassibile, il discorso del Presidente, servendosi di una strana mescolanza di percezioni potenziate e difettose – una mescolanza che era l’esatto contrario di quella dei nostri afasici. Il discorso non suscitò emozioni in lei – nessun discorso ormai aveva questo effetto – e tutto ciò che era evocativo, autentico o falso le sfuggì completamente. Ma allora Emily, priva di reazione emotiva, fu trascinata o abbindolata, come noi tutti? Niente affatto. “Non è convincente”, disse. “Non usa una prosa chiara. Usa le parole in modo improprio. O ha dei disturbi cerebrali oppure ha qualcosa da nascondere”. Così il discorso del Presidente non funzionò neanche per Emily D. con la sua sviluppata sensibilità per l’uso formale del linguaggio, per la proprietà e la prosa, così come non funzionò per i nostri afasici, con la loro sordità alle parole ma anche la loro sviluppata sensibilità al tono.
Ecco dunque dov’era il paradosso del discorso del Presidente. Noi normali, indubbiamente aiutati dal nostro desiderio di esser menati per il naso, fummo veramente menati per il naso (populus vult decipi, ergo decipiatur), e così astuta era stata la combinazione di un uso ingannevole delle parole con un tono ingannatore che solo i cerebrolesi ne rimasero indenni, e sfuggirono all’inganno.

lunedì 23 giugno 2008

MARCO TRAVAGLIO E IL LUNEDI' - 6° INTERVENTO

passaparola

I mirabili interventi precedenti:

5) 16.06.08 - Cortina di ferro per i delinquenti

4) 09.06.08 - Prove tecniche di Fascismo

3) 02.06.08 - Unici colpevoli: i cittadini

2) 26.05.08 - Balle spaziali

1) 19.05.08 - Ci pisciano addosso e ci dicono che piove

venerdì 20 giugno 2008

QUISQUE FABER ...

"La cosa più importante è essere te stesso, senza permettere a nessuno di ostacolarti, senza essere diverso perchè qualcuno vuole che tu sia diverso. Devi essere te stesso. Molte volte farai degli errori a causa della tua personalità, del carattere o delle interferenze che puoi trovare lungo il cammmino. Ma solo così puoi imparare: dai tuoi errori. E' questa la cosa principale: utilizzare gli errori per imparare. Io credo nell'abilità di concentrarsi profondamente, in modo da rendere e progredire ancora di più."

Ayrton Senna.

giovedì 19 giugno 2008

DAVIDE MARASCO

Uno strano caso di accanimento terapeutico ...

Con immenso (e riprovevole) cinismo, mi verrebbe da dire ai genitori del piccolo Davide di "lasciarlo andare", che forse chi ha tolto loro il diritto di decidere per il proprio sfortunatissimo bambino li ha anche sollevati da una responsabilità enorme.
Suggerirei loro di lasciare il piccolo nelle mani di chi mi pare sia anche più cinico, di sperare che la sua fievole ed effimera vita si spezzi quanto prima, e di trovare la forza di superare questo inimmaginabile dolore.

Loro però desiderano che sia divulgata questa petizione. Lo faccio volentieri.

Anche se probabilmente il piccolo Davide "risolverà da solo" la questione ... a conferma del fatto che i bambini (anche se a volte loro malgrado!) sono molto più saggi dei grandi.

Un po' di letture su MicroMega.

SORRISI E RISATE

Credo si possa vivere senza conoscere il testo di ogni opera letteraria o poetica prodotta nei secoli. Credo che la letteratura e la poesia possano essere assaporate per sensazioni ed emozioni, e non debbano necessariamente essere analizzate in un esame autoptico.



Ecco il testo della prova di italiano di maturità , “dedicata” al povero Montale:

Eugenio MONTALE, Ripenso il tuo sorriso
(da Ossi di seppia, 1925)
Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura
[caso] tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera
[edera] i suoi corimbi [infiorescenze a grappolo];
e su tutto l’abbraccio d’un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua
[non toccata dal male del mondo],
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano
[amuleto, portafortuna].

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi
[inquieti ]in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d’una giovinetta palma.


Eugenio Montale (Genova, 1896 – Milano, 1981) da autodidatta (interruppe studi tecnici per motivi di salute), approfondì i suoi interessi letterari, entrando inizialmente in contatto con ambienti intellettuali genovesi e torinesi. Nel 1925 aderì al Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Benedetto Croce. Nel 1927 si trasferì a Firenze, ove lavorò prima presso una casa editrice e poi presso il Gabinetto Scientifico Letterario Viesseux. Nel dopoguerra si stabilì a Milano, dove collaborò al “Corriere della Sera” come critico letterario e al “Corriere dell’Informazione” come critico musicale. Le sue varie raccolte sono apparse tra il 1925 (Ossi di seppia) e il 1977 (Quaderno di quattro anni). Nel 1975 ricevette il Premio Nobel per la letteratura. La sua produzione in versi, dopo l’iniziale influenza dell’Ermetismo, si è svolta secondo linee autonome.
1. Comprensione del testo
Dopo una prima lettura riassumi brevemente il contenuto informativo della lirica in esame.
2. Analisi del testo
2.1. Nella prima strofa il poeta esprime, in una serie di immagini simboliche, da una parte la sua visione della realtà e dall’altra il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile. Individua tali immagini e commentale.
2.2. Nel verso 2 ricorre l’allitterazione della “r”. Quale aspetto della realtà sottolinea simbolicamente la ripetizione di tale suono?
2.3. Il ricordo della donna è condensato nel suo viso e nel sorriso, nel quale si manifesta, “libera”, la sua “anima”
(v. 6). Prova a spiegare in che senso il portare con sé la sofferenza per il male del mondo può essere, come dice il poeta, “un talismano” (v. 8) per un’anima e come questa condizione possa essere altrettanto serena che quella di un’anima “ingenua” non toccata dal male (v. 6).
2.4. Nella ultima strofa ricorrono espressioni relative sia alla condizione interiore del poeta, sia alla “pensata effigie” (v. 9) della donna. Le prime sono riconducibili al motivo dell’inquietudine, le seconde a quello della calma. Commenta qualche espressione, a tuo parere, più significativa relativa a entrambi i motivi e in particolare il paragone presente nell’ultimo verso.
2.5. Analizza la struttura metrica (tipi di versi, accenti e ritmo, eventuali rime o assonanze o consonanze), le scelte lessicali (i vocaboli sono tipici del linguaggio comune o di quello letterario o di entrambi i tipi?) e la struttura sintattica del testo e spiega quale rapporto si può cogliere tra le scelte stilistiche e il tema rappresentato.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Sviluppa con osservazioni originali, anche con riferimento ad altri testi dello stesso poeta e/o a opere letterarie e artistiche di varie epoche, il tema del ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile. In alternativa inquadra la lirica e l’opera di Montale nel contesto storico-letterario del tempo.



Ed ecco il divertente commento di Giorgio De Rienzo - 18 giugno 2008
(da corriere.it)

"Premetto che sono per principio allergico all’analisi di un unico testo e per di più pilotata da una traccia prestabilita, perché quella traccia generalmente svia la lettura o l’imbriglia in un’interpretazione preconfezionata. Oltre tutto, in questa Maturità, la scelta del quarto componimento della terza sezione di Ossi di seppia di Montale non è felice, perché costituisce un testo poco rappresentativo dell’intera raccolta.

Ma entriamo nei dettagli. La traccia prevede, prima di tutto, che lo studente riassuma brevemente il «contenuto informativo della lirica in questione». Una poesia ha il valore di una notizia? Non lo sapevo. Lo studente, più saggio degli esperti del ministero, avrà proceduto a fare un semplice riassunto di ciò che i versi di Montale sanno evocare. La prima strofa mette in scena il ricordo di un «sorriso» che è come «un’acqua limpida», vista per caso, «tra le petraie d’un greto», una sorta di piccolo lago in cui si rispecchia l’edera e più in alto ancora «l’abbraccio d’un bianco cielo». Montale è qui chiarissimo: mette in primo piano un ricordo caro. Il Ministero complica tutto perché chiede di individuare la «visione della realtà» del poeta e quella del «ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile». Siamo nei guai. Qui c’è un errore grossolano: la poesia è dedicata a Baris Kniaseff che donna non è, ma un vecchio amico ora «lontano». E allora cosa fare? Bisticciare con gli esperti o fare finta di niente? Dire che la ripetizione di tante «r» sta per una realtà ostile e «l’acqua limpida» per una donna che salva, sarà stata forse la scelta più accomodante.

E’ chiaro che tutto il resto va ora a precipizio perché la traccia, mentre s’intestardisce a mettere in scena una donna, chiede di spiegare (con un italiano traballante) in «che senso il portare con sé la sofferenza per il mondo può essere, come dice il poeta, "un talismano" per un’anima e come questa condizione possa essere altrettanto serena che quella di un’anima "ingenua" non toccata dal male». Ma se si leggono i versi non c’è questa equazione, ma solo una sorta d’interrogativa indiretta in cui ci si chiede se l’amico sia oggi un’anima ingenua o un’anima che soffre.

Lo studente saggio avrà a questo punto mandato a quel paese i signori del ministero e nell’ultima strofa seguirà Montale che, al ricordo della «pensata effigie» dell’amico, sommerge i propri «crucci estrosi». Poi, se sarà stato in grado, avrà fatto la sua bella analisi stilistica del componimento e quindi parlato genericamente della poesia di Montale. Tranquilli ragazzi, niente paura. Con esperti ministeriali così poco competenti, il vostro tema meriterà comunque un punteggio pieno".


Evviva!

mercoledì 18 giugno 2008

TU MENTI ...

"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola".

Adolf Hitler

martedì 17 giugno 2008

GOVERNO OMBRA



No, non spiegatemi "cos'è" il Governo Ombra. Non nominatelo più, per cortesia. Un altro gioco di parole per non dire nulla, o peggio per dare un nome al niente. E poterne parlare. Non mi piace la politica fantasma. Preferirei una Opposizione Tangibile.

lunedì 16 giugno 2008

ARRESTATECI TUTTI

VIA LIBERA AL DDL:
3 ANNI DI GALERA AI MARCOTRAVAGLI
CHE MARCOTRAVAGLIANO LE INTERCETTAZIONI




"Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.

Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).

Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti."
Marco Travaglio

l'Unità, 16 giugno 2008
"Caro Direttore, invio la mia totale adesione al progetto resistenziale-Travaglio da casa mia, dove sono già in una specie di "arresti domiciliari". Metaforici, certo, dal punto di vista di una professione che stava precipitando di suo e a forza di Alfano verrebbe colpita e affondatadel tutto. Aderisco ad "arrestateci tutti" (che risulta così tragicamente attuale per assonanza con "ammazzateci tutti" dei ragazzi di Locri) perché se la reazione sarà generale facendo come se la legge non ci fosse forse riusciremo a non far passare un "golpe bianco": o comunque gli italiani sapranno che di questo si tratta, del diritto/dovere dell'informazione democraticamente indispensabile e non di un qualunque dibattito su opposte visioni del giornalismo. Stanno rapinandoci della democrazia, almeno se ne dia l'allarme".
Oliviero Beha